La fermentazione del vino in botte

Le botti di legno usate per la fermentazione o l’invecchiamento del vino sono probabilmente la prima immagine che ci viene in mente quando pensiamo a una visita in cantina. La fermentazione del vino nelle botti di legno segue precise regole e dona preziosi aromi e profumi, che rendono il vino odierno così complesso ed elegante.

Quando visitiamo una cantina, poi, il mastro vinaio ci racconta come ha selezionato le botti, come vengono monitorate e quale sia il legame con il vino. Un mondo affascinante che richiede molto studio, esperienza, e passione.

La fermentazione nelle prime botti di legno

Come abbiamo spiegato nell’ultimo articolo, siamo abituati alle anfore in ceramica dell’Età Romana, Greca ed Egizia, a ancor precedente, identificare l’origine delle botti di legno è più complicato. Le prime tracce delle botti di legno risalgono al 2690 AC in Egitto. Mentre, quelle completamente chiuse per i liquidi divennero comuni intorno al 900 AC ed erano destinate a latte, birra, vino, olio, acqua e molto altro.

Perché le botti di legno per il vino sono molto usate

Il legno è un materiale vivo e dona al vino note olfattive: caffè, tabacco, vaniglia, cacao, erbe sono le denominazioni più comuni per parlare di aromi. Infatti, durante la fermentazione del vino, c’è un intenso scambio chimico tra vino e botte che deve essere studiato dal punto di vista tecnico in modo da controllare questo processo e per prevedere quale carattere avrà il vino.

In tal senso, la scelta e la cura delle botti di legno sono ambiti molto complessi e allo stesso tempo essenziali, per rendere il vino unico, avvolgente, valido sia per i vini rossi che per i vini bianchi.

Al giorno d’oggi, poi, la tecnologia di monitoraggio delle botti è diventata parte fondamentale e rende le cantine sempre più intelligenti, portando la tradizione a nuovi livelli di gusto.

La bottaia, ovvero dove la fermentazione fa il miracolo

Proprio per poter vivere un’esperienza in una cantina puro stile francese, vogliamo consigliarvi la Casale del Giglio, dove è possibile vedere il campo della tenuta, esplorare lo scavo archeologico di Satricum e poter sentire gli odori della fermentazione del vino tra le botti vicino la quiete di un laghetto naturale, che dona umidità e microclima ai vigneti.

Prova la nostra esperienza in bottaia e ascolta il suono della fermentazione del vino nelle botti.

bottaia casale del giglio

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