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gruppo the future sound of london e il vinile accelerator combinato a vino falanghina di valle dell'usignolo
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Bellone Sunset Party

Una bottiglia di bellone in purezza è familiare e totalmente esotica allo stesso tempo! Appena fuori dal frigo sull’etichetta iniziano a scivolare delle gocce gelide di condensa. 

Queste fermeranno la loro discesa sul tavolo, ricavato da una EPALE, di un chiringuito sotto il promontorio del Circeo.  Il mare ai suoi piedi è familiare ed allo stesso tempo esotico: le acque cristalline, la brezza e la voglia di tornare alla vita di gruppi di giovani, avvolti in camicie bianche di lino o in tenute glamour.

Sono gruppi di ragazzi in fila per la discesa in spiaggia, per osservare il tramonto sul Mediterraneo, quasi aspettassero l’inizio di un Sunset Party di MTV.

Familiare ed esotico è Accelerator dei Future Sound of London (FSOL), colonna sonora ideale per un tramonto psichedelico, tra la techno, l’electro-ambient e ambient-techno.

the future sound of london vinile con vino falanghina poggiato sul giradischi

Accelerator: The Future Sound of London

Accelerator non è solamente il futuro suono di Londra, ma anche il presente ed il passato.

Infatti, un arsenale di Atari 1040, Yamaha SPX90s, Synth Module Roland, Drum Machine e sequencer Akai, unito a un monte di giocattoli lo-fi e vecchi sample di vinili, modella un suono innovativo per gli anni Novanta.
Il singolo Papua New Guinea – tratto dall’album – è familiare abbastanza da impattare i dancefloor sempre affamati di nuovi ritmi ed esotico abbastanza da attrarre persone nello stesso luogo per un trip radicale condiviso”, queste le parole di Garry Cobain, fondatore dei FSOL.

Insieme a Brian Dougans, Cobain mette insieme varie campionature e nuovi pattern. Dalla linea di basso di “Radio Babylon” dei Meat Beat Manifesto ed il sample della voce di Lisa Gerrard, nel brano ‘Dawn of the Iconoclast’ (della band Dead Can Dance), prende forma ‘Papua New Guinea’.

Questo brano consente ai FSOL di consacrarsi tra le realtà più sorprendenti e sperimentali della scena elettronica internazionale.

La Valle dell’Usignolo: una valle da scoprire

Proprio come la lavorazione e l’attualizzazione del suono dei FSOL il bellone “La Cesa” de La Valle dell’Usignolo è frutto di una lavorazione che nel tempo si affina e diventa meticoloso campionamento di tecniche presenti e passate.

Una composizione che ha dentro la storia, l’anima dell’Uva Pantastica di Plinio il giovane e della fatica dei nostri nonni e dei genitori di Giuseppe e Stefania, che oggi gestiscono l’azienda agricola e l’agriturismo. Proprio loro, come una drum machine delicata e precisa tengono il ritmo della raccolta e la trasformazione in un vino dal gusto aromatico, fresco ed attuale. La Cesa viene esaltato dagli abbinamenti che propone lo chef nell’agriturismo, cuore dell’accoglienza dell’azienda La Valle dell’Usignolo.

Insieme al sole scendono le gocce di condensa sul profilo della mia bottiglia, è giunto il tempo di versarne un bicchiere.

Anche se le discoteche sono chiuse, con le mie grandi cuffie ed “Accelerator” dei Future Sound of London su Spotify, mi unisco allo spettacolo del tramonto oltre la duna, oltre le preoccupazioni, per attendere un giorno nuovo sorgere.

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