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Non mi capitava da molto di stare fermo. Viaggio molto e da tempo non provo quella sensazione che si prova nei viaggi di ritorno: che comunque hai un porto dove approdare, di un luogo che almeno un po’ ti rappresenta, che maledici ingenerosamente quando lo frequenti troppo, ripetendo la stessa routine oppure desideri riabbracciare perché profuma di casa. L’esatto odore delle scale, della cucina, di quel luogo che solo tu sai. Che il tuo naso registra dritto nella mente.

Questa sensazione in portoghese si traduce con la parola saudade – come direbbe il cinque volte nominato al nobel per la letteratura Teixeira de Pascoaes,

“ Il desiderio di cose amate, reso doloroso dalla loro assenza”

Quella “nostalgia del futuro” che normalmente si identifica con il ritorno, è una dichiarazione d’amore, sussurrata lenta e calda.
Ha il suono di una bossa-nova new-age sul quale si potrebbe cantare “Quero você para sempre, Quero você meu amor” (Amo te per sempre, Desidero te amor mio).

Ha la voce di cinque donne che cantano di amore, solitudine, capricci e passione, passando dal portoghese all’italiano, dall’inglese al francese, allo spagnolo in una evoluzione artistica e sonora che pur avendo un retrogusto anni Sessanta è un melting pot di dub, acid jazz, bossa nova e sound etnici.
Il ritorno di cui parlo suona come Saudade dei Thievery Corporation, disco che fiorisce nelle cuffie sul brano “Sola in Città”, cantato da Elin Malgrejo. Proprio in quel punto, sono ormai quasi a casa, mi sento meno solo: abbandono la valigia, getto le scarpe in un angolo e dopo una doccia faccio ripartire il disco, questa volta sulla piastra accompagnato da un calice di Ercole della Cantina Cincinnato.

cincinnato winery vineyard

Anche questo ha il sapore ed il colore intenso: rosso rubino, come la passione e la dedizione che i miei nonni mettevano nel loro vigneto. Anche loro sono stati soci di questa Cooperativa. Ma non c’è spazio per il solo passato e per la nostalgia e, come il duo Rob Garza & David Hilton, i Thievery Corporation, metto per un momento da parte i Pixies e l’hard rock, pensando al prossimo viaggio, alla prossima sperimentazione. Alla vita nella fase cinquantadue.
Resto immerso ancora un minuto nell’armonia dei sapori e dei suoni, con l’ultimo giro di bossanova/downtempo di “Bateau Rouge”: capisco che è il momento per preparare di nuovo la valigia, ricomporre le mie cose, salpare e tornare ad assaporare il ritorno.

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